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DESCRIPTION:Invitiamo alla massima partecipazione all'iniziativa preparata 
	assieme alla\nConvergenza Culturale del Collettivo Di Fabbrica - Lavorator
	i Gkn Firenze\n[https://www.facebook.com/coordinamentogknfirenze?__tn__=-]
	K*F]\n\nVENERDÌ 3 febbraio 2023\npresso presidio permanente per la fabbric
	a pubblica e socialmente integrata\nvia Fratelli Cervi 1\, Campi Bisenzio\
	n\nDibattito: Oltre e dietro le sbarre\n"Perchè gli ultimi saranno gli ult
	imi se i primi sono irraggiungibili" cit.\n\nORE 19.30 apericena PRENOTARS
	I AL FORM: https://forms.gle/WsgasEvjiyZLnpHm8\n[https://forms.gle/WsgasEv
	jiyZLnpHm8]\n\nORE 20.30 INCONTRO E DIBATTITO CON\n\nDon Vincenzo – cappel
	lano del carcere di Sollicciano\nSara Manzoli – autrice del libro “Morti i
	n una città silente”\nOLGa - è Ora di Liberarsi dalle Galere\nFlavio Rossi
	 Albertini - avvocato di Alfredo Cospito\n\nI carceri sono contesti dove i
	 rapporti di forza sono ancora più sbilanciati di\nquanto non siano fuori 
	da quelle mura.\nLa relazione tra il “dentro” e il “fuori” è però molto st
	retta.\nAnche per questo il carcere è una lente attraverso la quale è poss
	ibile leggere\ne comprendere le dinamiche che quotidianamente ritroviamo n
	el controllo\npoliziesco dei quartieri\, negli stadio\, nelle scuole e sui
	 luoghi di lavoro.\nAll'interno del carcere finiscono quasi esclusivamente
	 figure sociali\nappartenenti alle classi subalterne. Questo avviene perch
	é il carcere è elemento\nstrutturale della società divisa in classi\, ne g
	arantisce e\, in ultima istanza\,\nne mantiene gli equilibri.\nNon per cas
	o nella società borghese la popolazione carceraria aumenta o\ndiminuisce i
	n relazione alla fase economica - espansiva o recessiva - e ai\nrapporti d
	i forza tra le classi: maggiori sono le disuguaglianze sociali più\nsono i
	 carcerati\, piu sono i diritti e le garanzie sociali meno sono i\ncarcera
	ti.\n\nAnche per questo le carceri per lo Stato devono rimanere luoghi pac
	ificati e\npunitivi.\nPerché ciò avvenga è necessario che il carcere non s
	i trasformi mai in luogo di\nscambio\, solidarietà e emancipazione.\nQuand
	o ciò avviene i carceri vengono segnati da lotte e rivolte che scuotono la
	\nnostra società dalle fondamenta.\nPer questo il carcere è stato pensato 
	e ristrutturato nei termini della\ndifferenziazione\, con vari gradi e liv
	elli di restrizione\, perché fosse più\nfacile agire attraverso il meccani
	smo "del premio e della punizione”\, quello che\nfuori da quelle mura potr
	emmo far corrispondere alla “cultura del merito” che\nper esempio in una f
	abbrica ritroviamo nella stratificazione dei livelli\, dei\npremi produzio
	ne\, dei richiami disciplinari\, dei reparti confino e dei\nlicenziamenti.
	\nDalle sezioni dei cosiddetti “comuni” fino alle sezioni del 41bis\, il g
	radino\nmassimo di controllo\, isolamento e restrizione\, il carcere corri
	sponde ad un\nsistema di tortura nei confronti di chi lì si trova prigioni
	ero.\n\nIl carcere\, al di là della retorica sulla rieducazione e riabilit
	azione\, è un\n“non luogo” disumanizzante utilizzato come discarica social
	e dove le menti non\ndevono pensare\, e su cui non devono esprimersi quell
	e di coloro che stanno fuori\ndal carcere.\nPerché il carcere vive\, si le
	gittima e agisce soprattutto nel silenzio che lo\ncirconda: anche per ques
	to vogliamo portare fuori dal carcere le voci dei\nprigionieri di Sollicci
	ano\, di chi si è sollevato nel carcere di Modena\, dei\nfamiliari delle v
	ittime di quella rivolta\, di Alfredo Cospito\, prigioniero\npolitico al 4
	1bis in sciopero della fame.\nQuest'iniziativa si pone nel solco di tutti 
	coloro che questo silenzio vogliono\ntentare di romperlo.
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	niziativa preparata assieme alla Convergenza Culturale del <a target="_bla
	nk" href="https://www.facebook.com/coordinamentogknfirenze?__tn__=-]K*F">C
	ollettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze</a> <br><br>VENERDÌ 3 febbr
	aio 2023<br>presso presidio permanente per la fabbrica pubblica e socialme
	nte integrata<br>via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio<br><br>Dibattito: Ol
	tre e dietro le sbarre<br>"Perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi
	 sono irraggiungibili" cit.<br><br>ORE 19.30 apericena PRENOTARSI AL FORM:
	 <a target="_blank" href="https://forms.gle/WsgasEvjiyZLnpHm8">https://for
	ms.gle/WsgasEvjiyZLnpHm8</a><br><br>ORE 20.30 INCONTRO E DIBATTITO CON<br>
	<br>Don Vincenzo – cappellano del carcere di Sollicciano<br>Sara Manzoli –
	 autrice del libro “Morti in una città silente”<br>OLGa - è Ora di Liberar
	si dalle Galere<br>Flavio Rossi Albertini - avvocato di Alfredo Cospito<br
	><br>I carceri sono contesti dove i rapporti di forza sono ancora più sbil
	anciati di quanto non siano fuori da quelle mura.<br>La relazione tra il “
	dentro” e il “fuori” è però molto stretta.<br>Anche per questo il carcere 
	è una lente attraverso la quale è possibile leggere e comprendere le dinam
	iche che quotidianamente ritroviamo nel controllo poliziesco dei quartieri
	, negli stadio, nelle scuole e sui luoghi di lavoro.<br>All'interno del ca
	rcere finiscono quasi esclusivamente figure sociali appartenenti alle clas
	si subalterne. Questo avviene perché il carcere è elemento strutturale del
	la società divisa in classi, ne garantisce e, in ultima istanza, ne mantie
	ne gli equilibri. <br>Non per caso nella società borghese la popolazione c
	arceraria aumenta o diminuisce in relazione alla fase economica - espansiv
	a o recessiva - e ai rapporti di forza tra le classi: maggiori sono le dis
	uguaglianze sociali più sono i carcerati, piu sono i diritti e le garanzie
	 sociali meno sono i carcerati.<br><br>Anche per questo le carceri per lo 
	Stato devono rimanere luoghi pacificati e punitivi.<br>Perché ciò avvenga 
	è necessario che il carcere non si trasformi mai in luogo di scambio, soli
	darietà e emancipazione.<br>Quando ciò avviene i carceri vengono segnati d
	a lotte e rivolte che scuotono la nostra società dalle fondamenta.<br>Per 
	questo il carcere è stato pensato e ristrutturato nei termini della differ
	enziazione, con vari gradi e livelli di restrizione, perché fosse più faci
	le agire attraverso il meccanismo "del premio e della punizione”, quello c
	he fuori da quelle mura potremmo far corrispondere alla “cultura del merit
	o” che per esempio in una fabbrica ritroviamo nella stratificazione dei li
	velli, dei premi produzione, dei richiami disciplinari, dei reparti confin
	o e dei licenziamenti.<br>Dalle sezioni dei cosiddetti “comuni” fino alle 
	sezioni del 41bis, il gradino massimo di controllo, isolamento e restrizio
	ne, il carcere corrisponde ad un sistema di tortura nei confronti di chi l
	ì si trova prigioniero.<br><br>Il carcere, al di là della retorica sulla r
	ieducazione e riabilitazione, è un “non luogo” disumanizzante utilizzato c
	ome discarica sociale dove le menti non devono pensare, e su cui non devon
	o esprimersi quelle di coloro che stanno fuori dal carcere.<br>Perché il c
	arcere vive, si legittima e agisce soprattutto nel silenzio che lo circond
	a: anche per questo vogliamo portare fuori dal carcere le voci dei prigion
	ieri di Sollicciano, di chi si è sollevato nel carcere di Modena, dei fami
	liari delle vittime di quella rivolta, di Alfredo Cospito, prigioniero pol
	itico al 41bis in sciopero della fame.<br>Quest'iniziativa si pone nel sol
	co di tutti coloro che questo silenzio vogliono tentare di romperlo.</p>
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